Locanda dei Mai Intees - Hotel 4 stelle - Azzate - Varese

Descrizione Hotel Locanda dei Mai Intees

 

  • Struttura
  • Camera Amelia
  • Veranda

 

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 Hotel Locanda dei Mai Intees

 

Vicino al lago Maggiore,

 

nel borgo medievale di Azzate,

 

si trova la Locanda dei Mai Intees,

 

in passato villa privata del 15° secolo.

 

Un delizioso albergo di charme in posizione nascosta. Magnificamente ristrutturata con la sua combinazione di affreschi, mobili d’antiquariato e moderna tecnologia, la Locanda offre 12 camere e suite, ognuna arredata diversamente dalle altre. Membro della catena internazionale di hotel “Chateaux & Hotels Collection” dello Chef Alain Ducasse e dell’Associazione italiana di alberghi indipendenti “Abitare la Storia“, l’hotel propone una cucina raffinata all’interno del Ristorante Mai Intees, una serie di piatti di cucina regionale accompagnati da una selezione di super vini. L’Hotel Locanda dei Mai Intees è strategicamente situata vicino al lago di Como, a Milano ed all’aeroporto internazionale di Malpensa.

Alla Locanda dei Mai Intees, convertita in un incantevole albergo a quattro stelle fornito di tutti i comfort, conservano il loro fascino originario anche la torre, il cortile con il pozzo e la veranda. La sala da pranzo spicca per gli originali affreschi del XV secolo, tornati alla luce con i lavori di restauro, ed il camino cinquecentesco.

Il fulcro del complesso è senz’altro il salotto nella veranda, con accoglienti divani e poltrone in tessuto a disegni cachemire nei caldi toni del rosso sapientemente illuminati dalle lampade a stelo, le pareti rosa, il pavimento in pietra, la stufa di ghisa a legna. Una scacchiera da backgammon è sempre aperta per invitare gli ospiti al gioco. Grandi vetrate si affacciano da una parte sul giardino ricco di piante e dall’altra sul cortile con il pozzo. Qui trova posto la piccola cappella di pietra con la madonnina regalata dal prevosto del paese ai bisnonni degli attuali proprietari, e d’estate viene effettuato il servizio ristorante. Il giardino sul davanti regala il primo suggestivo colpo d’occhio, con gli alberi e le palme ad alto fusto illuminati in maniera fiabesca, il profumo di mandarini, cedri e limoni negli immensi vasi di terracotta, i cespugli di gardenie, le siepi di camelie bianche, l’edera, i ciclamini e gli altri fiori bianchi prediletti dalla padrona di casa. Il gatto di famiglia ama fare gli onori di casa e mischiarsi agli ospiti.

Il piccolo e intimo bar tutto in legno è stato ricavato dal locale che una volta era la posta. La sala colazioni anticamente era la stalla dei cavalli, ed è molto suggestiva, con una parete in pietra o di intonaco rosa, il servizio di tazze della nonna bianco a disegni azzurri o rossi, la scelta di marmellate francesi o fatte in casa.
Nel salotto bon ton, con divani e poltrone ottocenteschi a fiori e i ritratti ovali dei bisnonni, spicca il pianoforte, usato spesso per serate musicali che hanno visto protagonisti Romano Mussolini, il complesso di Renato Sellani, i maestri della Scala di Milano.

In alcune delle camere – due hanno anche il camino – sono stati mantenuti gli arredi autentici delle stanze da letto padronali e tramandano i nomi delle nonne: Francesca, Carla, Maria, Elisa, Amelia. Altre invece sono state create ultimamente e sono tutte soppalcate con travi antiche di quercia e parquet di rovere. Sono camere romantiche, chiamate appropriatamente “Romeo”, “Giulietta” (con balcone di legno affacciato sul giardino), “Casanova”, “Valentino”, arredate con mobili antichi di vimini, comodi divani rivestiti in cretonne o tessuti francesi toile de Jouy a ingenui disegni dai colori delicati, copriletti di cotone bianco a crochet, tende della bisnonna con applicazioni di pizzo sul tulle, quadri seicenteschi di paesaggi campestri (tutto il centro storico del paese di Azzate è affrescato perché d’estate venivano i pittori a dipingere in cambio dell’ospitalità). Un insieme molto armonioso protetto dai soffitti di legno a cassettoni. I bagni di marmo, dotati di tutte le comodità attuali. Alcuni hanno anche una vasca o una doccia idromassaggio.

Aperta in Azzate nell’ antica Casa Borsa, era già sede, alla fine del secolo scorso, di un curioso circolo dalla medesima insegna, le cui ragioni vengono spiegate nel seguente Sonetto in dialetto milanese:

Di amis del temp passaa s’eren intés
de mett in pee ona bella societaa,
trovandes tra de lor, al fresch d’estaa
d’inverna al foeugh, almen ‘na volta al més.

Eren gent istruii, lejal, cortés,
col gust del mangià ben, del stà settaa
a conversà polid e, se ven faa,
sonà quaj instrument in cinqu o sés.

Amis, ho ditt, anzi amisoni ma.
ognun cont i sò idej, coi sò reson,
e finna in del sonà coi sò pretés,

de sort che in del sonà
no andaven mai d’accord. In conclusìon,
amis anch per la pell, ma mai intés.

*  *  *

Degli amici del tempo passato erano d’accordo

nel mettere in piedi una bella società,
per trovarsi tra di loro al fresco d’estate,
davanti al fuoco d’inverno,
almeno una volta al mese.

Era gente istruita, leale, cortese,
che amava mangiare bene,
stare seduta a parlare pulito,
e suonare qualche strumento in cinque o sei.
Amici ho detto, anzi, amiconi, ma
ognuno con le sue idee, le sue ragioni
e anche con le sue pretese nel suonare,
tanto che proprio nel suonare non andavano mai d’accordo.
In conclusione, amici per la pelle, ma “mai intesi” (Mai Intees).

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